
Il centro inaugura una nuova stagione di attività con “Caieta Program, sussidiario gaetano”, volume di 250 pagine ideato da Milena Mannucci per trasformare la città in un laboratorio didattico a cielo aperto. Il ricavato finanzierà progetti contro la dispersione scolastica, mentre prosegue il programma di servizi educativi, culturali e sociali rivolti a ragazzi e famiglie.
Con l’avvio del ventiduesimo anno di attività, il Polo culturale Caieta rilancia la propria presenza sul territorio con un progetto che unisce scuola, conoscenza della città e impegno sociale. La principale novità è la nascita di “Caieta Program, sussidiario gaetano”, il primo manuale didattico interamente dedicato a Gaeta e pensato per accompagnare bambini e ragazzi alla scoperta del luogo in cui vivono. Il volume, composto da 250 pagine, di cui 70 dedicate agli esercizi, è stato ideato e curato da Milena Mannucci, fondatrice del centro, con l’obiettivo di offrire a studenti e docenti uno strumento multidisciplinare capace di collegare l’apprendimento scolastico al territorio. L’idea di fondo è semplice ma ambiziosa: trasformare Gaeta in un grande laboratorio a cielo aperto, nel quale monumenti, strade, quartieri, paesaggi e testimonianze della storia locale possano diventare parte integrante del percorso educativo.
Il sussidiario nasce infatti dalla constatazione della mancanza di un’opera organica dedicata ai più giovani, capace di raccontare la città non soltanto sotto il profilo storico, ma attraverso un approccio più ampio e operativo. La convinzione alla base del progetto è che l’apprendimento possa diventare più immediato ed efficace quando ciò che viene studiato trova un riscontro nei luoghi frequentati ogni giorno. Il territorio non viene quindi trattato come semplice oggetto di conoscenza, ma come parte dell’esperienza educativa. Conoscere la storia di una strada, comprendere il significato di un monumento o osservare con maggiore attenzione gli spazi del proprio quartiere diventa un modo per costruire consapevolezza, identità e senso di appartenenza. Come avviene per molte delle attività del Polo culturale Caieta, anche il nuovo progetto editoriale conserva una forte dimensione sociale.

L’intero ricavato della vendita del libro sarà destinato al finanziamento di progetti di sostegno alla didattica e di contrasto alla dispersione scolastica, da sviluppare su proposta degli insegnanti e in collaborazione con gli istituti. La pubblicazione diventa così anche uno strumento attraverso il quale generare nuove opportunità educative, sostenendo iniziative rivolte soprattutto a quei bambini e ragazzi che incontrano maggiori difficoltà nel proprio percorso scolastico. È una scelta coerente con la storia del Polo culturale Caieta, che nel corso degli anni ha costruito la propria attività attorno a un modello di presidio educativo e sociale aperto alle famiglie, ai minori con bisogni educativi speciali, alle comunità neoarrivate e a quanti dispongono di minori opportunità di accesso alla cultura. La sede di Via Europa 66 a Gaeta, ospitata nella storica struttura dell’associazione Cantieri culturali Aps, rappresenta oggi il punto di riferimento di una rete di servizi che prova a rispondere a esigenze differenti.
All’interno del Polo trovano spazio le attività della Biblioteca Annarita Simeone, lo sportello informativo Punto Giovani, i servizi di consulenza dedicati alle gite scolastiche nel Golfo di Gaeta, ma anche percorsi di studio assistito, laboratori di lettura e scrittura creativa e corsi di lingue. A questi si aggiungono sportelli di ascolto e attività di educazione civica e digitale, con particolare attenzione ai bisogni delle nuove generazioni e alla prevenzione delle forme di isolamento. Il filo conduttore resta quello dell’inclusione. L’obiettivo è creare occasioni nelle quali ragazzi e famiglie possano trovare non soltanto servizi, ma luoghi di incontro e di relazione. Da questo punto di vista, il ventiduesimo anno di attività si apre anche con una riflessione sul rapporto sempre più intenso tra giovani e dispositivi digitali. Una parte del programma punta infatti a proporre alternative concrete al tempo trascorso davanti agli schermi, favorendo esperienze condivise, laboratori, lettura, confronto e attività sul territorio.
Non si tratta di contrapporre in maniera rigida mondo digitale e attività tradizionali, ma di costruire occasioni nelle quali i ragazzi possano recuperare una dimensione relazionale più diretta, sviluppando capacità di comunicazione e collaborazione. Il nuovo “Caieta Program” si inserisce proprio dentro questa impostazione. Studiare una città attraverso i suoi luoghi significa infatti uscire dalla dimensione esclusivamente teorica, osservare, fare domande, confrontarsi e collegare ciò che si apprende sui libri con ciò che si incontra nella quotidianità. La proposta mira così a coinvolgere anche gli insegnanti, chiamati a utilizzare il sussidiario come supporto per attività curricolari, laboratori o percorsi interdisciplinari. Il progetto prova inoltre a rafforzare il rapporto tra scuola e territorio, trasformando il patrimonio culturale locale in una risorsa educativa permanente. La conoscenza della storia di Gaeta, dei suoi monumenti e delle sue trasformazioni può diventare un punto di partenza per approfondire molteplici discipline e, allo stesso tempo, per costruire una maggiore consapevolezza civica.
Il ventiduesimo anno del Polo culturale Caieta si apre quindi all’insegna di una doppia direttrice: da una parte un nuovo strumento didattico dedicato alla città, dall’altra il consolidamento di un sistema di servizi pensato per accompagnare famiglie e studenti durante tutto l’anno. Una scelta che conferma la volontà del centro di continuare a operare come luogo di cultura, educazione e inclusione, mantenendo al centro soprattutto chi rischia di rimanere ai margini delle opportunità formative. Gli insegnanti interessati all’adozione del sussidiario o a entrare in contatto con la struttura possono utilizzare la linea diretta docenti scrivendo a poloculturalecaieta@gmail.com oppure telefonando al 346 3901033. Con “Caieta Program”, Gaeta diventa così non soltanto il tema di un libro, ma uno spazio da leggere, conoscere e vivere: una città che entra nella didattica e che, attraverso la scuola, prova a diventare ancora più patrimonio condiviso della propria comunità.







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