
Il finanziamento della Legge 77/2006 sosterrà il progetto “Tracce di devozione, storia e arte tra le vie e i portici di Bologna”. Previsti digitalizzazione delle fonti storiche, catalogo georeferenziato e il restauro di un’opera individuata con Soprintendenza e Arcidiocesi.
Il Comune di Bologna ottiene 70mila euro dal Ministero della Cultura per valorizzare uno dei patrimoni più discreti e identitari della città: le immagini sacre custodite sotto i portici. Il finanziamento rientra nelle misure della Legge 77 del 2006, dedicate alla tutela e alla valorizzazione dei siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, e sosterrà il progetto “Tracce di devozione, storia e arte tra le vie e i portici di Bologna”. L’iniziativa punta a riportare l’attenzione su un patrimonio diffuso, spesso attraversato ogni giorno senza essere davvero osservato. Edicole, immagini votive e segni di devozione popolare raccontano infatti una parte profonda della storia urbana bolognese, legata alle processioni, alle feste civiche, alla religiosità quotidiana e al rapporto tra comunità, strade e spazi pubblici. Non opere isolate dentro un museo, ma presenze inserite nel tessuto vivo della città, sotto quelle architetture porticate che sono diventate simbolo di Bologna nel mondo. Il progetto prevede innanzitutto la raccolta e l’informatizzazione delle fonti storiche relative alle immagini sacre presenti lungo i portici. Il lavoro confluirà in un catalogo digitale georeferenziato, pensato per studiosi, cittadini e visitatori. La mappatura consentirà di individuare le opere, collegarle ai luoghi, ricostruirne la storia e renderle più accessibili anche attraverso strumenti digitali. È un passaggio importante, perché la conoscenza rappresenta la prima forma di tutela: ciò che viene censito, documentato e reso visibile può essere protetto meglio.
Accanto alla dimensione digitale, il piano comprende anche un intervento di restauro su almeno un’opera d’arte, che sarà selezionata in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Città metropolitana di Bologna e con l’Arcidiocesi. La sinergia tra istituzioni civili e religiose conferma la natura particolare di questo patrimonio, insieme storico, artistico, urbano e spirituale.

Per l’assessora al Progetto Portici Unesco, Anna Lisa Boni, i fondi della Legge 77 rappresentano “un’opportunità fondamentale” per il sito UNESCO dei Portici di Bologna, perché permettono di sviluppare progetti innovativi e di ampio respiro, dalla sostenibilità climatica all’accessibilità, fino alla tutela della storia dell’arte. Il nuovo finanziamento, sottolinea Boni, consentirà di proseguire il lavoro di valorizzazione in stretta collaborazione con istituzioni e cittadinanza. l contributo non ha dimensioni imponenti, ma si inserisce in una strategia più ampia avviata dopo il riconoscimento UNESCO dei portici. Bologna lavora da anni per integrare conservazione materiale, innovazione digitale e fruizione pubblica, con l’obiettivo di rendere più leggibile un patrimonio che non appartiene soltanto alla storia dell’arte, ma anche alla memoria collettiva della città.
Le immagini sacre sotto i portici raccontano una Bologna meno monumentale e più quotidiana. Sono tracce di fede, protezione, gratitudine e appartenenza, collocate nei luoghi del passaggio, dell’incontro e della vita urbana. Digitalizzarle e restaurarle significa restituire profondità a spazi che spesso vengono percepiti solo come infrastruttura architettonica o percorso turistico. Il progetto potrà avere ricadute anche sulla fruizione culturale, aprendo la strada a nuovi itinerari tematici, percorsi di visita e strumenti di ricerca. La georeferenziazione permetterà di collegare arte, storia e città in modo più immediato, offrendo ai visitatori una lettura più ricca dei portici e ai cittadini la possibilità di riconoscere con maggiore consapevolezza elementi familiari del proprio paesaggio quotidiano.
L’intervento finanziato dal Ministero si configura così come un tassello di tutela preventiva e valorizzazione culturale. Un modo per proteggere ciò che è fragile, documentare ciò che rischia di essere dimenticato e trasformare piccole presenze urbane in porte d’accesso alla storia profonda di Bologna. Sotto i portici, accanto ai flussi della vita contemporanea, resistono segni antichi di devozione e arte. Il progetto “Tracce di devozione” nasce per recuperarli, studiarli e renderli nuovamente visibili. Perché anche nelle immagini più minute si conserva una parte essenziale dell’identità di una città.







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