Il ministro Lollobrigida annuncia la svolta nella lotta alla Peste Suina Africana: strategia coordinata e regioni indenni, settori produttivi verso la normalità.
La lotta alla Peste Suina Africana (PSA) registra una svolta cruciale per il comparto suinicolo italiano. Il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha annunciato la completa eliminazione delle zone di tipo 3 sul territorio nazionale, aree soggette a maggiori restrizioni sanitarie e commerciali per la presenza del virus. Si tratta di un risultato atteso da mesi da allevatori, consorzi di tutela e aziende della filiera, che ora possono intravedere la strada verso una piena ripresa produttiva.
Secondo il ministro, la provincia di Piacenza e alcuni comuni delle province di Cremona e Lodi sono usciti dal regime più restrittivo, mentre Campania e Basilicata, ultimi focolai registrati nel Mezzogiorno, sono state dichiarate indenni. Un doppio risultato che certifica un contenimento efficace del virus e rappresenta una tappa decisiva per la tutela degli allevamenti italiani.
Lollobrigida ha sottolineato come il traguardo sia stato possibile grazie a una strategia “efficace e coordinata”, costruita attraverso la sinergia tra governo, commissario straordinario, regioni, servizi veterinari e associazioni di categoria. Il ministro ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dai sottosegretari Patrizio La Pietra e Marcello Gemmato, insieme al commissario straordinario alla PSA, Vincenzo Filippini, sottolineando come il loro impegno abbia contribuito a rendere più rapido il contenimento dei focolai e la protezione dei territori.
La rimozione delle zone 3 non ha soltanto un valore sanitario, ma anche economico, poiché consente di ridurre le limitazioni sul trasporto degli animali, sulle movimentazioni commerciali e sulle produzioni a marchio tutelate. Le restrizioni avevano inciso in modo pesante su un comparto che genera miliardi di euro di fatturato, con forti impatti su DOP e IGP, dalle produzioni di salumi del Nord ai prodotti artigianali del Sud. L’avanzamento sanitario permette ora un alleggerimento dei vincoli e apre la prospettiva a una progressiva normalizzazione del mercato.
Nonostante il risultato, la PSA resta una patologia da osservare attentamente. Il virus non è pericoloso per l’uomo, ma è altamente letale per i suini, sia domestici sia selvatici, e la sua diffusione incontrollata può danneggiare drasticamente il settore. Le misure di prevenzione, dunque, non vengono meno: proseguiranno le attività di monitoraggio della fauna selvatica, i controlli sugli spostamenti e le azioni per contenere il numero dei cinghiali nelle aree a rischio.
Lollobrigida ha definito l’eliminazione delle zone 3 un “passo decisivo” per l’Italia. L’obiettivo ora è consolidare i risultati e proseguire con politiche di protezione degli allevamenti, mantenendo alta l’attenzione sulle aree finora colpite. Il traguardo rappresenta un segnale di fiducia tanto per gli allevatori quanto per l’industria agroalimentare, settore strategico per l’economia nazionale.
Il percorso verso la normalità sembra finalmente imboccato: una buona notizia per chi produce, per chi lavora nella filiera e per chi tutela il patrimonio agroalimentare italiano, che torna a guardare al futuro con









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