Viale Mazzini parla di scelta cautelativa “a tutela del brand e della redazione” in attesa di chiarezza sulla vicenda dell’attentato. La redazione denuncia: “È censura”. La nuova stagione resta confermata per novembre.

La Rai sospende le repliche estive di “Report”. La decisione è stata comunicata da Viale Mazzini con una nota ufficiale, nella quale si fa riferimento alla vicenda che coinvolge il conduttore Sigfrido Ranucci e alla necessità di attendere che venga fatta piena chiarezza. “In attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda che vede coinvolto il conduttore Sigfrido Ranucci”, si legge nella comunicazione, “la Direzione Approfondimento ha ritenuto opportuno sospendere cautelativamente la messa in onda delle repliche estive della trasmissione televisiva Report, a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico”.

La Rai precisa che resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione del programma, che tornerà in onda a partire dal mese di novembre. Secondo quanto emerso, la sospensione sarebbe legata alla volontà dell’azienda di tutelare il marchio “Report”, il brand della trasmissione e la redazione, compreso lo stesso Ranucci. Una decisione maturata dopo valutazioni interne di carattere aziendale, con l’obiettivo dichiarato di preservare un prodotto considerato strategico per il servizio pubblico in attesa che il quadro investigativo si definisca. La scelta, tuttavia, ha provocato una reazione durissima da parte di Sigfrido Ranucci, che attraverso una nota del suo avvocato Roberto De Vita ha definito il provvedimento “sconcertante” e fondato su “congetture assurde”.

Per il conduttore, la sospensione non tutela il programma ma rischia di delegittimare il lavoro della redazione e dei giornalisti che hanno realizzato “inchieste importanti in modo autonomo e indipendente”, considerate un patrimonio per l’informazione e per la democrazia. Ancora più netta la posizione della redazione di “Report”, che parla apertamente di censura. “Veniamo a sapere che la Rai ha deciso di sospendere le repliche estive di Report in attesa che si chiarisca la posizione di Ranucci. E che lo abbia fatto addirittura per tutelare noi”, affermano i giornalisti del programma. “Non comprendendo quale connessione possa esserci tra i fatti emersi in questi giorni e le nostre inchieste, riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione”.

La redazione collega la decisione a un clima di pressione costante nei confronti della trasmissione. “È grave”, si legge ancora nella nota, “che fino a ieri il direttore Paolo Corsini abbia valutato con gradimento la qualità delle repliche e oggi, in concomitanza con le richieste di Libero del gruppo Angelucci sull’opportunità di mandarle in onda, sia stata assunta questa iniziativa”. Secondo i giornalisti di “Report”, la sospensione rappresenterebbe “l’estrema conseguenza di una pressione costante subìta in questi anni”, culminata anche nella recente richiesta di Fratelli d’Italia di svolgere un’indagine interna alla Rai sul programma. “Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi sta dietro l’attentato a Sigfrido Ranucci, che ricordiamo è parte lesa in un procedimento giudiziario”, sottolinea la redazione.

Nel comunicato, i giornalisti rivendicano la qualità, l’indipendenza e il rigore del gruppo di lavoro. “Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro”, conclude la nota. Contro lo stop sono intervenuti anche tre consiglieri Rai, Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, che hanno contestato la decisione definendola “una misura punitiva”. Secondo i consiglieri, la sospensione non sarebbe giustificata dalla necessità di fare chiarezza sull’indagine che coinvolge Ranucci. I tre chiedono trasparenza, “non vendette o censure”, ricordando il ruolo di “Report” come una delle principali trasmissioni di approfondimento del servizio pubblico. Durissima anche la reazione politica di Barbara Floridia, esponente del Movimento 5 Stelle, che ha definito la sospensione “fuori da ogni logica” e frutto di “pressioni politiche violentissime”. Floridia ha espresso solidarietà a Ranucci e alla redazione, sostenendo che episodi del genere confermano la sua decisione di dimettersi dalla Vigilanza Rai. Sul fondo resta la vicenda giudiziaria legata all’attentato contro Ranucci. Le indagini proseguono sull’esplosione dell’ordigno avvenuta lo scorso anno davanti all’abitazione del giornalista.

Gli investigatori hanno ascoltato come persona informata sui fatti la compagna di Gomes Clesio Tavares, ritenuto l’intermediario con il gruppo che avrebbe materialmente fatto esplodere l’ordigno. L’abitazione nel Napoletano dove Tavares, indicato come tuttofare di Valter Lavitola, viveva con la compagna prima di partire per il Camerun è stata perquisita alla ricerca di elementi utili all’indagine della procura di Roma. La perquisizione segue quella eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati nei confronti di Lavitola, ritenuto il mandante dell’attentato dinamitardo. Secondo quanto emerso, Lavitola era sotto casa con le valigie ed era pronto a lasciare l’Italia per l’Africa, dopo aver acquistato un biglietto aereo. Gli accertamenti proseguono anche sull’analisi del materiale acquisito durante la perquisizione: tre cellulari, due pen drive e sette manoscritti con appunti di Lavitola.

Ranucci, da parte sua, ha dichiarato di non pentirsi del rapporto di amicizia con Lavitola e ha aggiunto: “Mi sembra che nel Parlamento ci sono tanti iscritti alla massoneria”. La sospensione delle repliche estive di “Report” apre dunque un nuovo fronte di tensione dentro e fuori la Rai. Da una parte l’azienda rivendica una scelta cautelativa per tutelare un brand del servizio pubblico; dall’altra Ranucci, la redazione e una parte del Consiglio di amministrazione denunciano un atto grave, che rischia di colpire l’autonomia del giornalismo d’inchiesta. La nuova stagione resta annunciata per novembre, ma il caso politico ed editoriale è già aperto.

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