Con il nuovo Accordo Stato-Regioni cambia l’approccio alla prevenzione: la valutazione dei rischi non è più un adempimento formale ma la base concreta su cui costruire percorsi formativi efficaci e misurabili

Con il nuovo Accordo Stato-Regioni sulla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro, si compie un cambio di passo destinato a incidere profondamente sull’organizzazione della prevenzione nelle aziende italiane. Al centro di questo nuovo impianto normativo viene posto il Documento di Valutazione dei Rischi, che da semplice obbligo previsto dal D.lgs. n. 81/08 assume un ruolo strategico e operativo, diventando il punto di partenza imprescindibile per progettare ogni percorso formativo.

L’Accordo ribadisce in modo chiaro che la formazione specifica dei lavoratori deve essere costruita “sulla base della valutazione del rischio” e quindi modellata sui rischi effettivamente individuati nel DVR, superando definitivamente l’idea di corsi standardizzati uguali per tutti. La formazione deve mirare ai rischi specifici dell’attività svolta e deve essere oggetto di aggiornamenti periodici coerenti con quanto previsto dall’articolo 37 del decreto, con riferimento ai rischi individuati ai sensi dell’articolo 28, cioè quelli formalmente analizzati e documentati. Questo significa che il DVR non è più un documento da conservare in archivio, ma uno strumento dinamico che guida le scelte formative, definisce priorità e individua gruppi omogenei di lavoratori esposti agli stessi pericoli in ragione dell’organizzazione aziendale.

La progettazione dei corsi, infatti, deve prendere in esame lavoratori che svolgono le medesime mansioni e che condividono gli stessi rischi, così da garantire contenuti realmente pertinenti e utili nella pratica quotidiana. Il cambiamento è anche culturale: la sicurezza non può più essere interpretata come un insieme di adempimenti burocratici, ma come un percorso continuo di prevenzione e miglioramento che richiede responsabilità e consapevolezza da parte del datore di lavoro, chiamato a farsi promotore di un sistema formativo coerente con la realtà aziendale. La formazione non deve limitarsi a trasferire nozioni teoriche, ma deve tradursi in comportamenti concreti capaci di ridurre gli infortuni e migliorare le condizioni operative, integrandosi con strumenti come checklist di controllo, analisi di infortuni e near miss, questionari di verifica dell’apprendimento e momenti di confronto periodico tra le figure della prevenzione.

Il nuovo Accordo introduce inoltre un principio di personalizzazione obbligatoria, stabilendo che ogni percorso debba essere calibrato su obiettivi formativi concreti e mansioni specifiche: un addetto alla movimentazione merci dovrà affrontare moduli mirati ai rischi legati alla movimentazione manuale e all’uso di attrezzature, mentre un impiegato amministrativo seguirà contenuti focalizzati su videoterminali e stress lavoro-correlato. In questa prospettiva il DVR deve anche documentare esplicitamente la formazione svolta, inserendo un paragrafo dedicato che garantisca tracciabilità e trasparenza, elemento prezioso in caso di audit, ispezioni o certificazioni. L’impostazione richiede che ogni corso definisca chiaramente le conoscenze da acquisire, le abilità operative da sviluppare e gli atteggiamenti corretti da promuovere, in una logica che integra sapere, saper fare e saper essere, con il datore di lavoro, il preposto e l’Rspp chiamati a presidiare la definizione dei risultati attesi e delle verifiche di efficacia in coerenza con le misure di prevenzione e protezione individuate. Tutto questo presuppone però un DVR costantemente aggiornato, perché un documento obsoleto rende inefficaci sia le misure preventive sia i percorsi formativi collegati.

L’aggiornamento è necessario ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro, con l’introduzione di nuove mansioni, macchinari, sostanze pericolose o modifiche organizzative, e rappresenta anche l’occasione per verificare l’efficacia dei dispositivi di protezione e delle misure adottate. Il messaggio che emerge con forza dal nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 è chiaro: la formazione efficace nasce dalla comprensione profonda dei rischi e dall’impegno concreto per ridurli, e solo un sistema integrato, fondato su un DVR aggiornato e realmente utilizzato come strumento di governo aziendale, può accrescere la consapevolezza dei lavoratori, migliorare il benessere organizzativo e diminuire in modo significativo il numero degli infortuni.

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