Il protocollo biennale prevede certificazioni, iniziative divulgative e ricerca sulla mobilità agricola sostenibile. Al centro, la conservazione delle macchine che hanno trasformato il lavoro nelle campagne e la trasmissione delle competenze alle nuove generazioni.

Conservare le macchine che hanno segnato la modernizzazione dell’agricoltura italiana e studiare soluzioni per ridurne l’impatto ambientale. Sono le direttrici del protocollo d’intesa firmato da Automotoclub Storico Italiano e Confagricoltura, che avviano una collaborazione sulla tutela del patrimonio motoristico agricolo, sulla certificazione dei mezzi storici e sulla ricerca. L’accordo, della durata di 24 mesi, è stato sottoscritto dal presidente ASI Alberto Scuro e da Nicola Gherardi, componente della Giunta esecutiva di Confagricoltura. Dà seguito al memorandum firmato dalle due organizzazioni il 26 settembre a Misano Adriatico e coinvolgerà le rispettive reti associative.

Il patrimonio da valorizzare documenta una trasformazione decisiva per l’economia e la società italiane. Secondo i dati richiamati nella presentazione dell’intesa, dai circa 56mila trattori dei primi anni Cinquanta si passò a oltre 300mila nel 1962. Nello stesso periodo, gli aratri a trazione meccanica aumentarono da circa 48mila a quasi 300mila. La diffusione delle macchine cambiò tempi e organizzazione del lavoro, accompagnando l’evoluzione delle imprese agricole. I mezzi conservati nelle aziende e nelle collezioni testimoniano quella stagione attraverso tecnologie, soluzioni costruttive e conoscenze tramandate tra generazioni.

Il protocollo punta a collegare questo patrimonio con le competenze storiche e museali dell’ASI. Sono previsti eventi, manifestazioni e attività divulgative, insieme a iniziative rivolte alle imprese per promuovere la conoscenza dei percorsi di certificazione. L’Automotoclub metterà a disposizione la propria Commissione Macchine Agricole e Industriali, offrendo supporto tecnico. Su richiesta e nel rispetto dei requisiti del regolamento ASI, potranno essere rilasciati certificati di storicità e autenticità per i veicoli di particolare rilevanza. “Il mondo delle macchine agricole storiche ha legami strettissimi con la filiera produttiva: sono tanti i mezzi conservati che passano di generazione in generazione alimentando una passione contagiosa soprattutto tra i più giovani”, afferma Scuro. La collaborazione, aggiunge, consentirà alle due organizzazioni di condividere competenze e conoscenze specialistiche.

Un secondo ambito riguarda lo studio della sostenibilità della mobilità agricola e storica. ASI e Confagricoltura promuoveranno attività di ricerca con particolare attenzione ai biocarburanti, avvalendosi del contributo della Commissione ASI Green. Si tratta di un percorso di approfondimento: il protocollo non annuncia risultati già acquisiti né soluzioni applicabili indistintamente ai diversi mezzi. Per Gherardi, la tutela delle macchine storiche si inserisce in una riflessione più ampia sull’evoluzione del comparto. “La meccanizzazione agricola è un patrimonio che appartiene alla storia di Confagricoltura e continua a guidare l’innovazione del settore”, sottolinea, richiamando il passaggio dai trattori che hanno trasformato le campagne alle tecnologie basate sull’automazione e sui sistemi spaziali. L’intesa affida così alla conservazione anche una funzione educativa: ricostruire il contributo della meccanizzazione allo sviluppo agricolo e mantenere accessibili le competenze necessarie a conoscere e preservare i mezzi. Le iniziative dei prossimi due anni dovranno tradurre questi obiettivi in attività condivise tra aziende, tecnici, collezionisti e realtà museali.

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