Esattamente tra un mese, dal 12 al 14 settembre, Acciaroli tornerà a trasformarsi in palcoscenico di emozioni, arte e musica. ViviamoCilento giunge alla sua dodicesima edizione con l’irresistibile richiamo di una lentezza che sa di rinascita e di un Sud che non si accontenta di vivere, ma vuole ispirare.
Manca esattamente un mese al ritorno di ViviamoCilento, il festival che trasforma il borgo marinaro di Acciaroli in un laboratorio di emozioni, arte e visioni. Dal 12 al 14 settembre, le strade strette e le banchine affacciate sul Tirreno lasceranno spazio a installazioni diffuse, performance improvvise, musiche che si intrecciano al profilo del porto e sapori autentici di un territorio capace di raccontarsi senza fretta. È l’invito che Pollica, comune custode di questa manifestazione, estende a chiunque desideri sperimentare la bellezza come pratica quotidiana, anziché puro intrattenimento.
Nel Cilento, dove la natura impone il suo ritmo lento e generoso, ViviamoCilento nasce come un’esperienza di respiro ampio. Tra ulivi millenari, macchia mediterranea e il mare che si specchia nell’ora blu, il visitatore è chiamato a rallentare: ogni passo diventa un gesto consapevole, ogni sguardo un’opportunità di scoperta. Qui il concetto di festival si allarga fino a includere la dimensione del quotidiano, capace di collegare un’installazione di ferro corten sulla scogliera all’antico molo dove un tempo i pescatori scaricavano il tonno.
Tra gli angoli più suggestivi di Acciaroli, l’edizione numero dodici esplorerà temi cari al territorio: il rapporto tra uomo e ambiente, la memoria delle tradizioni, il dialogo tra arti visive e arti sonore. Le installazioni, frutto di una selezione che unisce artisti affermati e giovani talenti emergenti, sorgeranno lungo il porto in cornici che diventeranno punti di osservazione sul paesaggio. Sculture temporanee dialogheranno con le barche ancorate, mentre opere di luce accompagneranno i tramonti sulle case bianche, regalando un’esperienza immersiva che fonda creatività e natura.
Non mancheranno le performance di strada, capaci di sorprendere il pubblico tra un vicolo e una piazza. Musicisti di respiro mediterraneo si alterneranno a narratori d’eccezione, teatranti e danzatori: ogni intervento sarà pensato per instaurare un contatto immediato con chi passeggia, per accendere quel senso di meraviglia che spesso sfugge nei programmi convenzionali. Non è un caso se, dal primo all’ultimo giorno, il borgo si trasformerà in un palcoscenico diffuso, dove l’inaspettato diventa certezza.
A suggellare quest’atmosfera è il “blu Acciaroli”, la nuova tonalità che accompagnerà il festival in ogni sua declinazione visiva. I promotori hanno scelto un colore profondo e contemplativo, ispirato all’ora in cui il cielo si fonde col mare e il confine tra luce e ombra si fa sfumato. Attorno a questa nuance nasceranno tre installazioni permanenti in corten, come vere e proprie finestre spalancate sulla bellezza del promontorio cilentano: un omaggio duraturo a chi arriva in questo lembo di costa in cerca di sguardi rinnovati.
ViviamoCilento non è solo un contenitore artistico, ma un luogo di confronto e riflessione. Tra gli spazi dedicati, workshop e tavole rotonde affronteranno i temi della sostenibilità, della valorizzazione del paesaggio e delle nuove frontiere dell’economia culturale. Agronomi, filosofi, attivisti ambientali e piccole imprese locali si alterneranno in dialoghi aperti, per stimolare idee concrete e costruire reti di collaborazione che durino oltre i tre giorni della manifestazione.
«ViviamoCilento è la nostra risposta all’idea di sviluppo che corre troppo veloce», afferma il sindaco di Pollica, Stefano Pisani. «Vogliamo dimostrare che la lentezza, la cura dei dettagli e il contatto diretto con il territorio possono diventare motori di crescita. In un’epoca di sovraccarico di informazioni, il festival offre un momento di pausa, di ascolto e di vera apertura mentale».
Anche gli artisti coinvolti condividono questa visione. «Lavorare ad Acciaroli significa misurarsi con un contesto vivo, carico di storia e di paesaggi sorprendenti», spiega Clara Rinaldi, scultrice che curerà una delle installazioni principali. «La sfida è creare opere che non dominino lo spazio, ma lo completino, dialogando con chi vive il luogo tutti i giorni e con chi vi arriva da fuori».
Al di là delle emozioni e delle suggestioni, ViviamoCilento agisce come volano per l’economia locale. Agriturismi, ristoranti e botteghe artigiane si preparano a ospitare un pubblico curioso, pronto a sperimentare prodotti tipici e tour esperienziali. Anche i pescatori del piccolo porto registrano un ritorno d’interesse per le loro reti e per la storica pesca del tonno, riscoprendo un legame che, in passato, ha attratto la curiosità di grandi nomi come Ernest Hemingway.
Con un mese di anticipo, l’entusiasmo è già palpabile: tra le vie di Acciaroli si incontrano volontari impegnati negli allestimenti, gruppi di studenti impegnati nei percorsi di educazione ambientale e cittadini pronti a fare da guida per i visitatori. Il festival si annuncia come un’esperienza condivisa, in cui ciascuno trova il proprio spazio di partecipazione attiva, contribuendo al racconto comune di una bellezza che non si limita a incantare, ma invita al cambiamento.
Tra quaranta giorni, quando il festival inizierà, Acciaroli si offrirà agli ospiti come un teatro senza sipario, dove ogni gesto — dal lento attraversare le banchine fino al silenzio che segue una performance — diventa parte dell’opera. ViviamoCilento 2025 si prepara a riscrivere il concetto di festival, con l’impegno di chi crede che la vera rivoluzione sia saper rallentare.








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