Oltre cento appuntamenti, sessantasette debutti assoluti e grandi protagonisti della scena internazionale per una delle più importanti rassegne culturali d’Europa. Dal 12 giugno al 12 luglio teatro, musica, danza e arte trasformano la Campania in un laboratorio permanente di creatività, dialogo e bellezza.

Un mese di spettacoli, incontri, contaminazioni artistiche e nuove visioni. Il Campania Teatro Festival si prepara a inaugurare la sua diciannovesima edizione con numeri che confermano il ruolo centrale della manifestazione nel panorama culturale nazionale e internazionale. Dal 12 giugno al 12 luglio saranno 105 gli appuntamenti in programma tra Napoli e numerose località della regione, in un cartellone multidisciplinare che attraversa teatro, danza, musica, letteratura, arti visive e progetti speciali. Diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano e sostenuto dalla Regione Campania, il Festival si presenta quest’anno sotto il segno di un tema particolarmente significativo: la pace. Dopo i “battiti” che avevano caratterizzato la precedente edizione, il nuovo slogan “Universo di pace” propone una riflessione culturale e civile sul ruolo dell’arte come strumento di dialogo, solidarietà e contrasto a ogni forma di violenza.

 

Un messaggio che attraversa l’intera programmazione e che trova espressione concreta nei contenuti artistici e nella vocazione internazionale della rassegna, capace di mettere in relazione culture, linguaggi e sensibilità differenti. Saranno numerosi gli artisti provenienti da tutto il mondo a impreziosire il cartellone. Tra i nomi di maggiore rilievo figurano Victoria Thierrée-Chaplin, Jean-Baptiste Thierrée, Aurélia Thierrée e James Thierrée, eredi di una delle più straordinarie tradizioni artistiche europee, insieme a Fabio Rubiano, Andrea Jiménez, Úrsula Martínez, Marina Otero, Ibrahim Ibnou Goush, Sergio Bernal con la sua Dance Company e l’icona della musica internazionale Tony Hadley.

La programmazione si articolerà in nove sezioni – Internazionali, Prosa Nazionale, Progetti Speciali, Sportopera, Letteratura, Musica, Danza, Osservatorio e Mostre – offrendo una panoramica ampia e articolata delle più avanzate esperienze della scena contemporanea. Uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026 sarà rappresentato dai 67 debutti assoluti, confermando la vocazione del Festival come luogo privilegiato di produzione e sperimentazione artistica. Ad aprire la manifestazione sarà Roberto Andò con Renato Carpentieri, mentre particolare attesa accompagna “Rendez-vous” di Chaplin-Thierrée, spettacolo destinato a partire da Napoli per una tournée internazionale.

 

La Fondazione Campania dei Festival sarà inoltre coinvolta in cinque importanti produzioni nazionali, tra cui il nuovo progetto dedicato a Beckett e Pinter diretto da Roberto Andò, “Due vecchiette a Nord” dell’Elfo di Milano, la nuova produzione di Carrozzeria Orfeo, “I fratelli De Filippo” con Sergio Rubini e “La creatività è l’intelligenza che si diverte”, interpretato da Euridice Axen e diretto da Nadia Baldi. «Se è vero che la bellezza salverà il mondo, è proprio dove essa manca o si nasconde che le istituzioni devono intervenire», ha sottolineato l’assessore alla Cultura della Regione Campania Onofrio “Ninni” Cutaia. Una dichiarazione che sintetizza perfettamente la missione del Festival: portare cultura, pensiero critico e occasioni di confronto in contesti differenti, ampliando l’accesso all’esperienza artistica e coinvolgendo pubblici sempre più eterogenei.

Accanto alla dimensione artistica, il Campania Teatro Festival conferma anche la propria attenzione alla sostenibilità ambientale attraverso l’utilizzo di materiali green e il rafforzamento delle collaborazioni con il mondo universitario e con EUNIC, la rete europea degli istituti culturali nazionali. Particolarmente significativa resta la politica di accessibilità adottata dalla manifestazione. I biglietti manterranno infatti un costo popolare compreso tra 5 e 8 euro, con numerose iniziative gratuite e agevolazioni dedicate a specifiche categorie sociali, consolidando un modello culturale inclusivo che negli anni ha contribuito ad ampliare il pubblico del Festival.

 

Anche per il 2026 l’identità visiva della manifestazione porta la firma del maestro Mimmo Paladino. L’artista campano ha realizzato l’immagine ufficiale della rassegna, trasformando ancora una volta la comunicazione del Festival in una vera e propria opera d’arte. Con il sostegno della Regione Campania e del Ministero della Cultura, e grazie alla sua appartenenza ai circuiti di Italia Festival e dell’European Festival Association, il Campania Teatro Festival si conferma una delle principali piattaforme culturali del Mediterraneo, capace di coniugare produzione artistica, ricerca, innovazione e partecipazione civile. Per un mese intero Napoli e la Campania diventeranno così un grande palcoscenico diffuso, dove il teatro e le arti performative continueranno a interrogare il presente e a immaginare il futuro attraverso il linguaggio universale della cultura.

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