Dalle zucche di Salto di Fondi alle castagne di Soriano nel Cimino, passando per la patata di Leonessa, i sapori della Sabina a Casaprota e la musica di Voci di Maggio a Nuoro: tra fine settembre e ottobre il calendario propone cinque occasioni per riscoprire territori, produzioni locali, cultura popolare e paesaggi d’autunno.
L’autunno italiano torna a raccontarsi attraverso i suoi borghi, i prodotti della terra, le piazze e le tradizioni popolari. Tra la fine di settembre e il mese di ottobre, Lazio e Sardegna propongono un calendario che intreccia gastronomia, natura, musica, rievocazioni storiche e turismo lento. Cinque appuntamenti molto diversi tra loro, accomunati però dalla capacità di trasformare una festa locale in un’occasione per conoscere il territorio: la Festa delle Zucche di Salto di Fondi, Voci di Maggio a Nuoro, la Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, la Sagra della Patata di Leonessa e “Sapori d’Autunno in Sabina” a Casaprota. A Salto di Fondi, in provincia di Latina, l’autunno comincia nel segno della zucca. Dal 26 settembre al 1° novembre il Casale delle Zucche propone cinque weekend dedicati alla stagione più colorata dell’anno, trasformando la campagna in un grande spazio per famiglie, bambini e visitatori alla ricerca di una giornata all’aria aperta.
La protagonista è naturalmente la zucca, che entra in cucina attraverso tortini, stick, gnocchetti e altre preparazioni pensate per valorizzare i sapori autunnali. Ma l’esperienza va ben oltre la tavola. Il Casale propone laboratori creativi, una fattoria didattica con mucche, galline e asinelli, giochi all’aperto, baby dance, un giardino delle zucche e un orto didattico. Completano l’offerta il giro in carrozza e il pedalò sul lago, mentre gli adulti possono concedersi una passeggiata nel verde o semplicemente rallentare il ritmo e godersi il paesaggio. Salto di Fondi conserva anche una piccola curiosità cinematografica: il territorio fu scenario del film del 1959 “Prepotenti più di prima”, con Aldo Fabrizi e Sora Lella, ambientato nella località immaginaria di Rio Claro. Un frammento di storia del cinema italiano che si aggiunge al carattere rurale di un appuntamento pensato soprattutto per vivere l’autunno in famiglia.

Dal Lazio alla Sardegna, ottobre si apre poi con una manifestazione che mette al centro musica e identità. Dal 1° al 4 ottobre Nuoro ospita la 27ª edizione di “Voci di Maggio”, l’evento ideato dagli Istentales che porta in Piazza Italia quattro giornate di concerti, tradizioni, artigianato, cultura popolare e sapori dell’isola. La manifestazione rinnova il rapporto tra musica contemporanea e radici sarde, costruendo un programma nel quale spettacolo e memoria procedono insieme. Uno degli appuntamenti più particolari dell’edizione 2026 è previsto il 3 ottobre, quando sarà registrato insieme al pubblico un disco live destinato a essere pubblicato nel corso del prossimo anno. Un modo per trasformare la piazza non soltanto in luogo dello spettacolo, ma anche in parte attiva di un progetto musicale destinato a lasciare una traccia dell’edizione.
Dal 2 al 18 ottobre l’attenzione si sposta invece nella Tuscia, dove Soriano nel Cimino celebra la 59ª edizione della Sagra delle Castagne. Qui l’autunno assume il suono dei tamburi, i colori dei boschi dei Cimini e il profumo delle caldarroste. Ma parlare soltanto di gastronomia sarebbe riduttivo: la manifestazione è una vera rievocazione storica, costruita attorno alle quattro Contrade di Papacqua, San Giorgio, Trinità e Rocca e a un patrimonio di rituali, costumi, spettacoli e memoria collettiva. Il borgo, dominato dal Castello Orsini, diventa per oltre due settimane un grande scenario nel quale si alternano musici, sbandieratori, spadaccini, focolieri, arcieri e cavalieri. La cerimonia di apertura del 2 ottobre prevede la benedizione e l’investitura degli arcieri e dei cavalieri, il lancio della sfida e l’offerta dei ceri e dei doni alla Chiesa, dando ufficialmente il via alla competizione tra le Contrade.

Tra i momenti più attesi figura la “Disputa de lo Palio delle Contrade”, con il corteo verso il Campo de li Giochi, la lettura del Bando di Sfida, la gara e la proclamazione del vincitore. Il programma comprende inoltre mercatini, visite guidate, rievocazioni storiche e spettacoli, mentre nel terzo weekend tornerà il “Convivium Secretum”, percorso enogastronomico nelle taverne delle Contrade ispirato alle atmosfere dei tempi antichi. Il 17 ottobre Piazza Vittorio Emanuele II ospiterà “Tamburi e Spade, Bandiere e Fuoco”, spettacolo che riunisce i gruppi delle quattro Contrade, mentre il gran finale di domenica 18 ottobre sarà affidato ad “Alacris Civitas”, con scene di vita quotidiana tra Medioevo e Rinascimento, la premiazione delle rappresentazioni e la degustazione di caldarroste.
A Leonessa, nel Reatino, dal 9 all’11 ottobre sarà invece la patata a conquistare il centro della scena. La 36ª edizione della Sagra della Patata rinnova una tradizione nata quasi casualmente durante la festa della Madonna di San Matteo, quando un produttore locale arrivò in piazza con il proprio camion e iniziò a distribuire patatine fritte. Quello che poteva sembrare un episodio estemporaneo è diventato negli anni uno degli appuntamenti gastronomici più importanti della zona. La patata della Piana di Leonessa, nelle varietà a pasta gialla e rossa, è parte integrante della cultura agricola locale e durante la festa viene proposta in numerose preparazioni. Gli gnocchi al tartufo, quelli al sugo di carne, le patate fritte e soprattutto la “rescallata”, antica ricetta a base di patate lesse ripassate in padella, raccontano una cucina semplice e profondamente legata alla tradizione contadina.
Il programma prende il via venerdì 9 ottobre con l’esibizione del Gruppo Majorette Città di Leonessa, l’apertura degli stand e il convegno “La Patata di Leonessa e non solo…”. In serata spazio alla musica con il Diana Party band e il dj set “Night Party DJ Zem”. Sabato 10 ottobre la festa entrerà nel vivo con gli stand aperti fin dal mattino, lo spettacolo itinerante “Lu trainanà”, la cucina attiva dall’ora di pranzo e l’intrattenimento musicale. In serata arriveranno i “Tattici dello Zen”, tribute band dei Pinguini Tattici Nucleari, accompagnati da DJ Matrix.
Domenica 11 ottobre il programma comprenderà l’esibizione della Banda musicale Città di Leonessa G. Forconi, un’estemporanea di pittura lungo Corso San Giuseppe da Leonessa, nuove degustazioni e il concerto degli “Alta Quota”, prima della chiusura con “Tributo 883” in Piazza VII Aprile. A fare da cornice alla manifestazione saranno oltre 200 espositori provenienti da tutta Italia, tra prodotti tipici, artigianato e una grande fiera dedicata all’agricoltura. La Sagra diventa così anche un’occasione per scoprire Leonessa, borgo d’arte situato a circa mille metri di altitudine, tra Lazio, Umbria e Abruzzo, con il suo tessuto medievale e il paesaggio appenninico.

Il percorso attraverso i sapori d’autunno arriva infine a Casaprota, nel cuore della Sabina reatina, dove sabato 17 e domenica 18 ottobre torna “Sapori d’Autunno in Sabina”, giunto alla quarta edizione. Il programma prevede la cena del sabato e il pranzo della domenica, trasformando per due giorni il borgo in una vetrina delle produzioni e delle ricette del territorio. Tra le proposte che negli anni hanno accompagnato la manifestazione figurano amatriciana, arrosticini, bruschette, salsicce, strengozzi piccanti aglio e perza, pizze fritte, castagne e naturalmente l’olio extravergine di oliva della Sabina, prodotto simbolo di queste colline e primo olio italiano ad aver ottenuto la denominazione DOP.
Accanto ai piatti tradizionali ci saranno le produzioni locali e le birre artigianali del Reatino, in un periodo dell’anno particolarmente significativo per il territorio. Ottobre coincide infatti con l’avvio della raccolta delle olive e con il lavoro nei frantoi, quando uno dei prodotti identitari della Sabina torna protagonista. La festa non sarà però soltanto gastronomica. Sabato 17 ottobre è prevista anche una serata astronomica, che offrirà ai partecipanti l’occasione di osservare il cielo autunnale tra stelle, pianeti e costellazioni. Una proposta capace di aggiungere una dimensione diversa al fine settimana, passando idealmente dai sapori della terra alla contemplazione del cielo. Casaprota, arroccata sui Monti Sabini e non lontana dal Terminillo, si presta del resto anche alla scoperta lenta del territorio. Tra vicoli, piazzette e scorci sulla campagna si incontrano l’antico portale rinascimentale, Palazzo Filippi con la sua torre circolare e le testimonianze archeologiche di epoca romana rinvenute nella zona.
Cinque manifestazioni, dunque, ma soprattutto cinque modi diversi di raccontare l’autunno. C’è quello delle famiglie e delle zucche a Salto di Fondi, quello musicale e identitario di Nuoro, quello storico e spettacolare di Soriano nel Cimino, quello agricolo e gastronomico di Leonessa e quello conviviale e paesaggistico di Casaprota. Il filo che le unisce è la capacità dei territori di trasformare prodotti, tradizioni e memoria in occasioni di incontro. Perché in questi borghi l’autunno non è soltanto una stagione di passaggio: è il momento in cui la campagna torna protagonista, le cucine recuperano ricette antiche, le piazze si riempiono e il patrimonio locale diventa un’esperienza da condividere.








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