Dopo il primo via libera del Consiglio dei ministri, Sergio Casola chiede procedure chiare e strumenti per il ricambio generazionale. Tra le novità dello schema, maggiore flessibilità organizzativa, maestro artigiano e bottega-scuola. Il provvedimento dovrà completare l’iter prima dell’approvazione definitiva.

Aggiornare le regole senza perdere l’identità del lavoro artigiano. È la richiesta di Sergio Casola, presidente di FeNAILP Artigianato, dopo l’approvazione preliminare, il 28 ottobre in Consiglio dei ministri, dello schema di riforma della legge-quadro del 1985. Il provvedimento punta ad adeguare la disciplina alle trasformazioni delle imprese, intervenendo sull’organizzazione delle attività e sulla trasmissione delle competenze. Per FeNAILP, la verifica decisiva sarà la capacità delle nuove disposizioni di produrre benefici concreti.

“Aggiornare regole che risalgono a oltre quarant’anni fa significa offrire strumenti più adeguati a chi lavora, investe e crea occupazione”, dichiara Casola. “Ora è importante che le novità si traducano in vantaggi concreti per le aziende”. Tra gli interventi previsti figurano la revisione dei vincoli societari, con attenzione al capitale detenuto dai soci impegnati prevalentemente nella produzione, e la possibilità di aprire fino a tre unità locali artigiane, anche fuori dalla circoscrizione della Camera di commercio della sede principale.

Lo schema contempla inoltre una maggiore flessibilità nella gestione dei requisiti tecnico-professionali, nel rispetto delle disposizioni che regolano le singole attività. “La possibilità di organizzarsi con maggiore flessibilità può favorire investimenti e nuove opportunità di mercato”, osserva Casola. “Ma la semplificazione deve essere reale: servono indicazioni chiare e procedure uniformi, affinché le imprese non si trovino ad affrontare ulteriori costi o adempimenti”.

Un capitolo centrale riguarda la formazione, attraverso il riconoscimento del maestro artigiano e della bottega-scuola. L’obiettivo è valorizzare l’esperienza professionale e favorirne il trasferimento ai giovani, secondo modalità che saranno definite da Regioni e Province autonome. Per il presidente di FeNAILP Artigianato, questo passaggio tocca una delle principali fragilità del settore. “Quando una bottega chiude senza trasmettere il proprio sapere, si perde un patrimonio professionale e culturale difficile da ricostruire”, sottolinea. “Dobbiamo mettere gli artigiani nelle condizioni di formare i giovani, creare un collegamento concreto con le scuole e rendere i mestieri una prospettiva professionale qualificata”.

La riforma prevede anche una Commissione consultiva per l’artigianato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il compito di contribuire alle politiche di settore e favorire un’applicazione omogenea delle disposizioni. L’approvazione preliminare non conclude il percorso: sono ancora previsti il passaggio in Conferenza Stato-Regioni e i pareri delle Commissioni parlamentari, prima del via libera definitivo. “Ci aspettiamo una riforma capace di coniugare regole certe, innovazione e formazione, sostenendo le aziende non soltanto nella fase di avvio, ma anche nella crescita e nel passaggio generazionale”, conclude Casola.

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