“Mai più soli”, il progetto Real Communities prova a rispondere all’emergenza del disagio giovanile nel territorio etneo con percorsi psicologici gratuiti, gruppi narrativi e presidi educativi dedicati ai ragazzi dai 13 ai 18 anni

Dietro i silenzi degli adolescenti spesso si nascondono richieste d’aiuto che rischiano di restare invisibili. Fragilità emotive, isolamento, difficoltà relazionali e un crescente senso di smarrimento stanno attraversando in profondità le nuove generazioni, rendendo sempre più urgente la costruzione di spazi capaci di ascoltare, accogliere e accompagnare i ragazzi prima che il disagio si trasformi in qualcosa di irreparabile. È da questa consapevolezza che nasce a Catania una nuova iniziativa dedicata agli adolescenti e alle loro famiglie. Da maggio prende infatti il via una nuova attività del progetto REC – Real Communities, pensata per offrire supporto psicologico gratuito, accessibile e vicino ai bisogni concreti dei giovani del territorio etneo.

Il progetto si inserisce in un contesto particolarmente delicato. I recenti casi di suicidio e tentato suicidio che hanno colpito il territorio catanese hanno acceso nuovamente l’attenzione sul tema del malessere giovanile, facendo emergere con forza la necessità di strumenti di prevenzione, ascolto e accompagnamento emotivo. Dietro quei gesti estremi, infatti, si leggono spesso storie di solitudine, difficoltà familiari, senso di inadeguatezza e incapacità di trovare interlocutori pronti ad accogliere il dolore. REC prova a colmare proprio questo vuoto, costruendo una rete educativa e psicologica che punta a intercettare il disagio prima che degeneri. L’obiettivo è creare luoghi reali, fisici, accessibili e non giudicanti, in cui adolescenti e genitori possano trovare ascolto, confronto e strumenti concreti per affrontare le difficoltà relazionali ed emotive.

“Stiamo seguendo molti studenti e studentesse che attraversano momenti di forte fragilità e che hanno avuto la forza di chiedere aiuto”, spiega Francesca Andreozzi, psicologa e presidente di Centro Koros, realtà capofila del progetto. “Riceviamo richieste da parte di genitori preoccupati e disorientati, che faticano a entrare in contatto con i propri figli. Come professioniste sentiamo il dovere di intervenire e di offrire spazi di ascolto mediati da esperti qualificati”. Il progetto REC – Real Communities è stato selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e coinvolge una rete di realtà sociali e associative attive sul territorio. Oltre al Centro Koros partecipano infatti Officina Socialmeccanica, Arci Catania, I Briganti, Fieri, Cooperativa Padre Pio di Prizzi e Villaggio Maori.

Negli ultimi mesi REC ha costruito diversi presidi di prossimità dedicati ai ragazzi tra i 13 e i 18 anni, sviluppando attività educative, laboratori e occasioni di aggregazione pensate per contrastare l’isolamento sociale e offrire nuove opportunità di relazione. Tra le novità più significative c’è l’avvio del “Gruppo Narrativo Permanente”, un percorso gratuito rivolto contemporaneamente a genitori e figli adolescenti. Il progetto sarà condotto dalle psicologhe Silvia Torrisi e Stefania Paone e prevede dieci incontri della durata di due ore ciascuno.

Ogni appuntamento affronterà un tema diverso attraverso strumenti narrativi, momenti di confronto e riflessione condivisa. L’idea è quella di utilizzare la parola, il racconto e la mediazione psicologica per aiutare le famiglie a rileggere le proprie dinamiche relazionali, affrontare i conflitti in modo costruttivo e valorizzare le risorse emotive presenti all’interno del nucleo familiare. “Attraverso la narrazione e la riflessione congiunta – spiega la psicologa Silvia Torrisi – la famiglia viene accompagnata a comprendere meglio i propri vissuti e a costruire nuovi significati condivisi rispetto alle dinamiche della crescita adolescenziale”.

Il gruppo si propone così come uno spazio di ascolto reciproco in cui genitori e figli possano imparare a comunicare in modo diverso, superando incomprensioni, distanze emotive e difficoltà quotidiane che spesso caratterizzano l’età adolescenziale. L’aspetto più innovativo del progetto è proprio la volontà di coinvolgere insieme adulti e ragazzi, evitando di trattare il disagio giovanile come un problema esclusivamente individuale. REC parte infatti dall’idea che la fragilità adolescenziale debba essere affrontata all’interno di una rete relazionale più ampia, capace di includere famiglie, scuola, territorio e comunità educante.

La partecipazione al Gruppo Narrativo Permanente è gratuita e aperta alle famiglie che desiderano intraprendere un percorso di maggiore consapevolezza e coesione. Per aderire è possibile inviare una richiesta all’indirizzo email rec@centrokoros.it. In una fase storica in cui il disagio psicologico tra gli adolescenti cresce in maniera evidente, esperienze come REC rappresentano un tentativo concreto di costruire nuovi modelli di prevenzione e supporto. Non semplici sportelli di emergenza, ma luoghi permanenti di ascolto e relazione, capaci di restituire ai ragazzi la sensazione di non essere soli e agli adulti strumenti per comprendere meglio una generazione sempre più fragile e complessa.

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