
Tecnologia, identità e nuovi linguaggi: al Convitto Nazionale un confronto diretto tra giovani e sociologia contemporanea.
Un confronto vivo, diretto e ricco di spunti quello che ha visto protagonista Alfonso Amendola al Convitto Nazionale di Salerno, dove il docente e autore ha presentato il suo libro Z GEN, dialogando con gli studenti su uno dei temi più attuali: il rapporto tra le nuove generazioni e il mondo digitale. L’incontro si è trasformato in un vero laboratorio di idee, grazie alle numerose domande dei ragazzi, curiosi di comprendere meglio le differenze tra generazioni passate, presenti e future. Accanto ad Amendola, hanno preso parte al dibattito il rettore dell’Università degli Studi di Salerno Virgilio D’Antonio, la giornalista Carla Errico, caporedattrice de Il Mattino di Salerno, e il dirigente scolastico Claudio Naddeo. Nel corso dell’incontro, Amendola ha offerto una lettura lucida e non allarmistica dei cambiamenti in atto, sottolineando come l’uso delle nuove tecnologie da parte dei giovani non debba essere demonizzato, ma compreso e analizzato in funzione degli obiettivi che questi strumenti consentono di raggiungere. Più che il mezzo, dunque, conta l’efficacia con cui viene utilizzato.
Particolare attenzione è stata dedicata alle nuove abitudini culturali: dal gaming alle piattaforme digitali, fino alle serie in streaming, che sempre più spesso sostituiscono i tradizionali modelli televisivi. Un’evoluzione che ridefinisce i tempi, i linguaggi e le modalità di fruizione dei contenuti, contribuendo a delineare l’identità della cosiddetta Generazione Z. Il libro Z GEN, pubblicato da Rogas nel 2024, si presenta come un’opera articolata e ricca di prospettive, capace di offrire chiavi di lettura innovative su un fenomeno complesso. Non una semplice analisi sociologica, ma un invito a comprendere i cambiamenti culturali in atto, superando stereotipi e semplificazioni.
Alfonso Amendola, professore di Sociologia dei processi culturali presso l’Università degli Studi di Salerno, è da anni impegnato nello studio dei fenomeni legati alla contemporaneità. Il suo lavoro si sviluppa tra visual studies, culture d’avanguardia, consumi generazionali, innovazione digitale e mediologia della letteratura. Accanto all’attività accademica, è anche consulente e cultural manager di festival e rassegne, oltre a collaborare con Il Mattino e la Rai. L’incontro al Convitto si è così configurato come un’occasione preziosa per avvicinare il mondo della ricerca a quello degli studenti, favorendo un dialogo aperto e costruttivo. Un momento di confronto che ha dimostrato quanto sia fondamentale ascoltare le nuove generazioni per comprendere davvero il presente e costruire consapevolmente il futuro.








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