Alle Ciminiere il doppio anniversario dell’Ordine e della Fondazione, nata vent’anni fa. Al centro del confronto il rapporto con la città, la partecipazione dei giovani e le nuove responsabilità del progetto.
La storia degli architetti catanesi attraversa quella della città: i suoi cambiamenti, le scelte urbanistiche, il modo di abitare e di organizzare gli spazi pubblici. Su questo rapporto si è concentrato l’incontro alle Ciminiere per i settant’anni dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania e i vent’anni della sua Fondazione. Due anniversari che hanno riunito generazioni di professionisti attorno a una domanda comune: come cambia il ruolo dell’architetto di fronte alle esigenze ambientali, sociali e tecnologiche dei territori? Moderato dalla giornalista Assia La Rosa, il confronto è stato guidato dal presidente dell’Ordine Alessandro Amaro e dalla presidente della Fondazione Melania Guarrera. Il percorso ha affrontato alcuni passaggi della vita delle due istituzioni: l’evoluzione del mestiere, la nascita degli spazi di partecipazione per i giovani, l’ampliamento dell’attività culturale e il contributo della professione al dibattito pubblico.
Il cambiamento del lavoro dell’architetto è stato il punto di partenza dell’intervento di Maurizio Spina. Il confronto tra lo studio professionale di ieri e quello di oggi ha offerto una chiave per leggere settant’anni di trasformazioni, negli strumenti e nel modo di interpretare il progetto. Gigi Longhitano ha ripercorso la fase in cui l’Ordine ha esteso il proprio campo d’azione, accompagnando la nascita della Fondazione e del COGA, il Coordinamento Giovani Architetti. Quest’ultimo ha rappresentato uno spazio autonomo di partecipazione per i professionisti più giovani. Nel suo intervento, Longhitano ha ricordato anche il passaggio da consigliere a presidente, maturato durante una stagione di riorganizzazione dell’istituzione.
Alla Fondazione e alla sua funzione culturale sono stati dedicati i contributi di Filippo Nasca e Adelaide Longhitano. Nasca ne ha ricostruito la nascita come strumento per affiancare all’attività istituzionale dell’Ordine iniziative di formazione e confronto. Adelaide Longhitano ha richiamato la stagione della presidenza di Carlotta Reitano e il progressivo consolidamento di questo ruolo. Il rapporto con Catania ha trovato spazio nell’intervento del sindaco Enrico Trantino, che ha ricordato il contributo dei professionisti alla definizione di strumenti di regolamentazione urbana. Tra gli esempi citati, il Piano dehors e il Piano dei chioschi, indicati come risultati del confronto tra amministrazione e comunità tecnica.
Su questo terreno si è inserita anche la riflessione di Giuseppe Scannella: nel tempo l’Ordine ha affiancato alla rappresentanza degli iscritti una presenza più attiva sulle questioni del governo del territorio, della qualità urbana e delle prospettive della città. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti degli altri Ordini provinciali siciliani. Giuseppina Leone, presidente dell’Ordine di Palermo e della Consulta regionale degli Architetti PPC di Sicilia, ha portato il saluto della Consulta, richiamando l’esigenza di collaborazione tra territori e di una visione condivisa sulle sfide della professione.
Paola Pennisi ha approfondito il ruolo della Fondazione come luogo di sperimentazione, attraverso mostre, workshop, formazione e divulgazione. Attività che hanno contribuito ad aprire il confronto sull’architettura a un pubblico più ampio. Il tema della rappresentanza è tornato con Veronica Leone, prima donna eletta alla presidenza dell’Ordine di Catania, che ha collegato l’esperienza locale al proprio impegno nella dimensione nazionale della professione. Sebastian Carlo Greco ha invece ripercorso il cammino dal COGA alla presidenza dell’Ordine: un’esperienza che lega la partecipazione giovanile all’assunzione di responsabilità verso l’intera comunità professionale.
A Eleonora Bonanno è stata affidata la riflessione conclusiva sui nuovi pubblici della Fondazione e sulla possibilità di coinvolgere maggiormente cittadini e giovani, anche attraverso il dialogo con altri linguaggi culturali. Durante la serata sono stati ricordati i consiglieri e i segretari che hanno accompagnato l’attività dell’Ordine. Un ringraziamento è stato rivolto anche ai partner: AIS Catania, rappresentata dalla vicepresidente di AIS Sicilia Maria Grazia Barbagallo; l’Associazione Cuochi Catania, presieduta da Pietro Arezzi; Conpait Sicilia, presieduta da Peppe Leotta; e gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla”. Dal doppio anniversario è emerso un compito che riguarda il presente: rendere la cultura del progetto parte del confronto sulle scelte della città. La formazione, l’accesso dei giovani alla professione e la partecipazione al governo del territorio sono i terreni sui quali Ordine e Fondazione sono chiamati a proseguire il proprio lavoro.








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