
Dopo trent’anni di assenza, Catania torna ad avere un ruolo di primo piano nel panorama nazionale dell’architettura. L’architetto Veronica Leone è stata eletta nel nuovo Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, segnando un passaggio storico per il territorio etneo.
L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catania, presieduto da Alessandro Amaro, ha espresso grande soddisfazione per un risultato che rappresenta non solo un riconoscimento personale, ma anche l’esito di un percorso costruito nel tempo. Un lavoro che ha consentito di valorizzare competenze e professionalità, restituendo alla città una voce autorevole nei processi decisionali nazionali. Professionista originaria dell’area calatina e attuale vicepresidente vicaria dell’Ordine etneo, Veronica Leone porta nel Consiglio nazionale una solida esperienza maturata sia nell’edilizia pubblica che privata, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità e delle energie rinnovabili. Dal 2013 ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità all’interno dell’Ordine, fino alla presidenza della Fondazione, contribuendo in modo concreto allo sviluppo della categoria.
A livello nazionale ha preso parte al Gruppo Operativo “Internazionalizzazione” del CNAPPC, rafforzando il dialogo tra istituzioni, professionisti e contesti internazionali. Un’esperienza che oggi si traduce in una visione aperta e orientata alle sfide globali. La sua elezione si inserisce inoltre in un contesto di forte rinnovamento, nel nuovo Consiglio nazionale le donne sono 9 su 15, un dato mai registrato prima che testimonia un cambiamento significativo nella rappresentanza della professione.
“È un risultato che nasce da un lavoro condiviso e da un percorso costruito all’interno dell’Ordine”, ha dichiarato Veronica Leone, “affronto questo incarico con senso di responsabilità, mettendo a disposizione della comunità professionale l’esperienza maturata negli anni”. Il ritorno di Catania nel Consiglio nazionale rappresenta dunque l’inizio di una nuova fase, in cui il territorio etneo torna a essere protagonista, contribuendo attivamente alla definizione delle politiche e delle prospettive future dell’architettura italiana.






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