Il vicesegretario della Lega pubblica le foto del suo pranzo di Ferragosto in Sardegna e sfida: “Denunciatemi per cernivoro e pure sessista”.

Mentre l’Italia è ancora intorpidita dai fumi della carbonara di Ferragasto, il generale Roberto Vannacci – vicesegretario leghista per vocazione e polemista per diletto – decide di alzare la posta gastropolitica. Stavolta non basta esibire una cernia morta come trofeo: la si deve servire ben dorata, accompagnata da patate e condita con una provocazione extra.

Dopo le prevedibili ire degli animalisti per la foto della pesca miracolosa in Sardegna, l’ex militare non si limita a rintuzzare le critiche – cosa che farebbe chiunque abbia un profilo Facebook e un minimo di gusto per la rissa verbale. No, lui va oltre: posta il piatto finale, invitando esplicitamente i “protetti dalla sinistra” a denunciarlo anche per aver… cenato.

 

«Aggiungete pure l’accusa di sessismo, visto che ho mangiato una cernia e non un cernio» ironizza il generale, trasformando una questione zoologica in uno spinoso dilemma grammaticale. E mentre i follower commentano con faccette che ridono o si disperano, lui ricorda al mondo che i pescivendoli di San Benedetto potrebbero essere i prossimi nella lista dei sospetti.

C’è da chiedersi se sia tutto calcolato per alimentare la sua immagine di duro anticonformista, o se semplicemente Vannacci creda che il miglior modo per affrontare le polemiche sia innaffiarle con olio e limone. Intanto, la cernia è finita nel forno e la sinistra nel tritacarne mediatico. Gli animalisti, da parte loro, probabilmente stanno ancora decidendo se denunciare anche le patate.

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