Dall’11 al 22 novembre a San Pietro in Vincoli, Laura Curino e Francesco Gargiulo interpretano una madre anziana e un figlio cinquantenne alle prese con responsabilità, affetti e autonomia. La regia è di Beppe Rosso. Il 14 novembre due incontri per approfondire il testo e dialogare con la compagnia.
Lei vuole continuare a decidere della propria vita, coltivare relazioni e immaginare un futuro. Lui deve conciliare le proprie difficoltà con la responsabilità di assisterla. Tra una madre anziana e un figlio cinquantenne si apre così un confronto nel quale l’affetto non basta a sciogliere incomprensioni, sensi di colpa e interessi divergenti. È il cuore di “Dialoghi con mia madre”, diretto da Beppe Rosso e interpretato da Laura Curino e Francesco Gargiulo, in programma a San Pietro in Vincoli dall’11 al 22 novembre, dopo il debutto del 27 ottobre a Cervia.
Prodotto da A.M.A. Factory, Accademia Perduta/Romagna Teatri – Centro di produzione teatrale e Il Contato del Canavese, lo spettacolo nasce dalla versione teatrale di Jordi Galceran del film argentino “Conversaciones con mamá”, scritto e diretto da Santiago Carlos Oves. Dialoghi serrati, imprevisti e colpi di scena accompagnano una vicenda che affronta con gli strumenti della commedia una questione familiare a molti: come prendersi cura di un genitore senza sostituirsi alle sue scelte? Gli impegni lavorativi, i costi dell’assistenza e le esigenze personali del figlio si confrontano con una madre che rifiuta di essere identificata soltanto con la propria fragilità. Il desiderio di amare e di mantenere una vita indipendente diventa il terreno sul quale i due devono ridefinire il loro rapporto.
L’ironia lascia emergere le contraddizioni di entrambi. La preoccupazione può trasformarsi in controllo, mentre la richiesta di autonomia mette alla prova la disponibilità di chi si sente chiamato a garantire sostegno. Il conflitto si sviluppa dentro un legame che cambia, nel quale abitudini e ruoli consolidati non offrono più risposte sufficienti. La messinscena privilegia il lavoro degli interpreti e il ritmo del confronto. Uno spazio essenziale, attraversato da oggetti, luci e movimenti, accompagna la struttura dinamica del testo. Anche i personaggi assenti — la moglie e i figli dell’uomo, il nuovo compagno della madre — condizionano la vicenda, facendo sentire il proprio peso nelle decisioni dei protagonisti. I costumi sono firmati da Agostino Porchietto.
Il progetto riunisce inoltre Laura Curino, Beppe Rosso e Lucio Diana, i cui percorsi artistici si intrecciano con l’esperienza di Laboratorio Teatro Settimo. Alla programmazione si affiancano due appuntamenti di approfondimento, entrambi sabato 14 novembre. Dalle 10 alle 12, a Palazzo Nuovo, sede dell’Università di Torino in via Sant’Ottavio 20, l’aula 11 ospiterà un incontro gratuito sulla drammaturgia catalana con il cast e Katiuscia Darici, professoressa associata di Letteratura spagnola e Lingua e letteratura catalana. La sera, al termine della rappresentazione a San Pietro in Vincoli, la compagnia incontrerà gli spettatori per proseguire il confronto sui temi dello spettacolo e sul lavoro scenico.






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