D’Annunzio reinterpretato dagli studenti, un laboratorio tra artigianato e tecnologie digitali, aree verdi recuperate insieme alle famiglie. Nella rassegna “Fuoriclasse” di Spaggiari, le esperienze di Pescara e Lanciano mostrano una didattica che unisce creatività, sperimentazione e partecipazione.
La letteratura diventa teatro, musica e cortometraggio. Il laboratorio mette insieme legno, ceramica e progettazione digitale. Il giardino scolastico si trasforma in un progetto condiviso con famiglie e amministrazione comunale. Sono le tre esperienze abruzzesi presentate a Didacta Italia – Edizione Abruzzo nell’ambito di “Fuoriclasse”, la rassegna promossa da Spaggiari per dare spazio alle pratiche educative sviluppate nelle scuole. Protagonisti l’Istituto Comprensivo Pescara 4, l’IIS Alessandro Volta di Pescara e l’Istituto Comprensivo Mario Bosco di Lanciano. Tre percorsi differenti, accomunati dalla scelta di coinvolgere gli studenti nella costruzione dell’apprendimento e di aprire la scuola al territorio. All’IC Pescara 4, l’incontro con Gabriele D’Annunzio passa attraverso la rielaborazione personale. La docente Franca Berardi ha raccontato un lavoro che da sei anni accompagna gli alunni alla scoperta dello scrittore abruzzese, attraverso i progetti educativi della Fondazione Vittoriale degli Italiani.
L’iniziativa proposta per quest’anno, “Creatività inimitabile”, invita i ragazzi a confrontarsi con la figura e l’opera dell’autore utilizzando poesia, teatro, musica e cortometraggi. Il valore, ha spiegato Berardi, sta soprattutto “nella possibilità di mettersi in gioco, scoprire nuove capacità e costruire un legame personale con la cultura e con le proprie radici”. Dalla sperimentazione espressiva a quella manuale e tecnologica, il secondo progetto porta all’IIS Alessandro Volta di Pescara. La dirigente scolastica Maria Pia Lentinio ha presentato FaVoLab, uno spazio nel quale gli studenti lavorano materiali, sviluppano idee e realizzano prototipi con il supporto degli strumenti digitali. Legno, ceramica e tessuti convivono con le tecnologie di progettazione. Un planetario amplia le occasioni di scoperta e accoglie anche bambini più piccoli. Nato dalla volontà della comunità scolastica nell’ambito di un percorso di riqualificazione urbana, il laboratorio mette in relazione l’istituto con università, imprese e territorio, facendo della collaborazione una parte dell’esperienza formativa.
A Lanciano, invece, la sostenibilità diventa un filo conduttore che accompagna gli alunni dall’infanzia alla secondaria di primo grado. Antonella Francione, docente dell’IC Mario Bosco, ha illustrato “Scuola sostenibile – Giovani energie per cambiare il mondo”, un percorso che punta a tradurre l’educazione ambientale nella gestione quotidiana degli spazi, dell’acqua e dell’energia. Tra le iniziative, EduGreen ha consentito di riqualificare le aree verdi della primaria Eroi Ottobrini. A chiedere il sostegno del Comune è stato il sindaco dei ragazzi, portando all’attenzione dell’amministrazione la necessità di preparare il terreno e acquistare le piante. Famiglie e personale scolastico hanno poi contribuito alla piantumazione e alla cura degli spazi: un intervento diventato esercizio concreto di partecipazione. “La scuola non è soltanto destinataria dell’innovazione, ma contribuisce a costruirla”, osserva Nicola de Cesare, amministratore delegato di Spaggiari, realtà specializzata in servizi e tecnologie per l’istruzione. Le esperienze presentate, sottolinea, mostrano capacità di sperimentazione già presenti negli istituti, che il confronto con docenti e dirigenti può aiutare a valorizzare.
L’ascolto degli utilizzatori ha guidato anche la presentazione in anteprima di due app, ancora in fase di sviluppo, dedicate rispettivamente a docenti e dirigenti scolastici. I workshop di Didacta sono stati l’occasione per raccogliere osservazioni e suggerimenti prima del completamento. Con “Fuoriclasse”, la condivisione dei progetti diventa così un’occasione di confronto tra scuole: dalle singole esperienze emergono metodi e idee che altri istituti possono conoscere, discutere e adattare alle proprie esigenze.






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