Il Panno di San Matteo è ritornato al Duomo di Salerno. La consegna al parroco don Michele Pecoraro è stata effettuata dalla restauratrice Daniela Mellone. Le operazioni di consolidamento, sia strutturale (perché ridotto tutto a brandelli) che della pellicola pittorica; sono state eseguite prima con un consolidamento provvisorio per ristabilire la planarità della tela, e poi definitivo, quando tutti i frammenti sono risultati combacianti. Dopo le dovute operazioni di consolidamento, pulitura, e rimozione delle ridipinture, è stato eseguita la verniciatura a cera. L’ accompagnamento cromatico delle grosse e piccole abrasioni è stato mirato con velature ad aquerello intervallando verniciature spray, mentre sui telini trasparenti usati per il consolidamento, è stato eseguito con colori a vernice x il restauro. Tutte le lavorazioni sono state eseguite sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza di Salerno e Avellino.
La festa di S. Matteo a Salerno viene celebrata due volte l’anno: il 21 settembre e il 6 maggio, giorno della Traslazione delle reliquie a Salerno. Un tempo, il 6 maggio era talmente importante che le parrocchie preparavano dei grandi trofei di fiori da portare fino al Duomo, durante una suggestiva processione notturna, accompagnata dal suono delle campane. La celebrazione di San Matteo è disseminata di appuntamenti che occupano tutto il periodo estivo: si inizia il 21 agosto con la famosa Alzata del panno, la cerimonia in cui viene esposto un quadro su tela che rappresenta il santo e reca la scritta “Salerno è mia: io la difendo”. A San Matteo è attribuito il merito di aver salvato la costa dall’incursione dei pirati saraceni nel 1544: le navi nemiche si avvicinavano sempre più veloci alla costa e i salernitani, spaventati, corsero a cercare riparo nella Cattedrale, pregando San Matteo di intervenire. Improvvisamente, il cielo sereno si incupì e arrivò un vento fortissimo che si trasmutò in bufera. Le navi nemiche affondarono o si dispersero in mare: San Matteo aveva salvato la città. Lo stemma di Salerno, da allora, mostra l’effigie del santo che, con la mano destra, benedice la sua terra. La famosa e folkloristica processione del 21 settembre si snoda tra Corso Vittorio Emanuele, Via Velia, l’animatissima Via Roma fino alla chiesa dell’Annunziata, e poi Via Mercanti, risalendo fino al Duomo. Durante questo lungo percorso, si tiene il tradizionale saluto al mare: all’altezza del palazzo della Provincia, la statua viene fatta ruotare verso il mare per benedire coloro che ad esso devono la proprio vita. San Matteo è infatti anche il protettore dei pescatori e nelle sue rappresentazioni tiene tra le mani tre splendide triglie d’argento, ad indicarne il ruolo di protettore di pescatori e marinai.

FONTE: SOPRINTENDENZA ABAP DI SALERNO E AVELLINO, WWW.ANTONIOAMATO.IT

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