La prima cittadina di Durazzano esprime solidarietà al sindaco di Airola dopo il rogo nell’impianto di rifiuti e rilancia l’allarme ambientale sulla Valle Caudina. Chiesta un’unità di crisi e un’audizione urgente in Regione per fermare la cava in località “Fossa delle Nevi”.

L’incendio nell’impianto di rifiuti di Airola riaccende con forza il tema della fragilità ambientale della Valle Caudina e dei territori al confine tra Sannio e Terra di Lavoro. La sindaca di Durazzano, Lina Grasso, esprime piena solidarietà al primo cittadino di Airola, Falzarano, e si associa alle parole di preoccupazione già manifestate dal sindaco di Santa Maria a Vico, Pirozzi, chiedendo alla Regione Campania un intervento immediato e più incisivo sulla tutela dell’ambiente. Per Grasso, il rogo non può essere considerato un episodio isolato né circoscritto all’area in cui si è sviluppato. La nube sprigionata dall’incendio, secondo la sindaca, rappresenta una vera emergenza per l’intero comprensorio, con possibili ricadute sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini. Da qui la richiesta di costituire immediatamente un’unità di crisi, capace di coordinare controlli, informazioni, verifiche ambientali e misure di prevenzione.

“L’incendio di Airola è una bomba ecologica che sta avvelenando l’aria di tutta la Valle Caudina, per la quale occorre costituire immediatamente un’unità di crisi”, afferma la sindaca di Durazzano. Ma la preoccupazione non si ferma all’emergenza del rogo. Grasso collega infatti quanto accaduto al tema della cava prevista in località “Fossa delle Nevi”, contro la quale il Comune di Durazzano ha formalmente richiesto un’audizione urgente presso la Settima Commissione consiliare permanente Ambiente, Energia e Protezione Civile del Consiglio regionale della Campania. La richiesta, avanzata anche a nome del Comune di Santa Maria a Vico, punta a bloccare un progetto che, secondo l’amministrazione durazzanese, aggraverebbe ulteriormente il carico ambientale su un territorio già esposto a criticità rilevanti. “Non possiamo accettare che a questo disastro si aggiunga la realizzazione della cava”, sottolinea Grasso. “Sarebbe come condannare i nostri cittadini a un doppio avvelenamento”.

La sindaca richiama anche gli elementi emersi sul piano amministrativo. Il Ministero avrebbe ritenuto fondati i ricorsi dei Comuni, segnalando il mancato aggiornamento del PRAE, il Piano regionale delle attività estrattive, e un difetto di istruttoria legato alla mancata convocazione della Conferenza di Servizi. Per Grasso si tratta di rilievi che la Regione non può ignorare e che impongono una verifica urgente sugli atti e sulle prospettive del progetto. “La Regione non può ignorare gli esiti delle verifiche di Roma”, afferma la prima cittadina. “Chiediamo un incontro urgente per rappresentare le ragioni di oltre 100.000 cittadini e sollecitare gli atti conseguenti”. Il riferimento è alla vasta area interessata dalle ricadute ambientali e dalle preoccupazioni legate sia all’incendio di Airola sia all’eventuale apertura della cava, con un coinvolgimento che supera i confini del singolo Comune.

Il messaggio politico e istituzionale della sindaca è netto: la Valle Caudina non può diventare un territorio di sacrificio. L’emergenza ambientale, secondo Grasso, impone una presa di posizione chiara e condivisa da parte delle istituzioni regionali, dei Comuni e delle comunità locali. “Con l’incendio di Airola la situazione è diventata ancora più critica. Essere vicini ai cittadini del comprensorio significa avere il coraggio di dire un no fermo a qualsiasi ulteriore scempio”, dichiara. Il tema, per l’amministrazione di Durazzano, riguarda direttamente la salute pubblica e il futuro delle nuove generazioni. “Non possiamo subire un disastro e poi accettare di crearne un altro. Basta sacrificare la salute dei nostri figli in nome di un falso sviluppo: Durazzano non diventerà la discarica a cielo aperto della Campania. Questa è una linea rossa che non varcheremo mai”, conclude Grasso.

Intanto, sul territorio prosegue la mobilitazione. A sostegno della sindaca, dell’amministrazione comunale e della popolazione si schierano anche le cooperative locali, guidate dal presidente dell’Unci Campania, Gennaro Scognamiglio. La preoccupazione riguarda non solo l’emergenza attuale, ma l’intero quadro ambientale della Valle Caudina e dei Comuni di Terra di Lavoro, chiamati a difendere insieme qualità della vita, salute, paesaggio e prospettive di sviluppo sostenibile. La vicenda apre dunque un fronte istituzionale e territoriale destinato a restare centrale nei prossimi giorni. Da una parte l’urgenza di chiarire le conseguenze ambientali dell’incendio di Airola; dall’altra la battaglia amministrativa e politica contro la cava di “Fossa delle Nevi”. Per Durazzano e per l’intero comprensorio, la richiesta è una sola: più attenzione, più trasparenza e decisioni capaci di mettere davvero al primo posto la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

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