Tra memoria e sperimentazione, Avellino accoglie due creazioni che trasformano il gesto in paesaggio sonoro e rito di passaggio. Borriello e van Hoecke, due capitoli di un viaggio in cui il corpo ascolta, attraversa, si lascia trasformare.

La Campania, terra di orizzonti in movimento, torna a farsi crocevia di linguaggi e traiettorie coreografiche con RA.I.D Festivals. Qui, la danza non intrattiene: interroga. Non illustra: ascolta, traduce, attraversa il presente. E Avellino, con il Teatro Partenio come spazio di risonanza, diventa ancora una volta luogo di passaggio, stanza d’eco e incontro tra corpi, memorie e possibilità.

Il primo appuntamento, mercoledì 12 novembre, è affidato ad Adriana Borriello, figura cardine della scena europea, capace come pochi di trasformare la danza in un organismo vivo, sensoriale, in cui gesto e respiro diventano spartito. Timelessness Dances non è uno spettacolo, ma un dispositivo d’ascolto: un concerto per corpi amplificati, un paesaggio acustico in cui il movimento genera suono, e il suono ridisegna lo spazio. Microfoni posti sul corpo, feedback, vibrazioni che nascono dalla carne e si innestano sulla partitura di Thierry De Mey, elaborata dal vivo da Edoardo Maria Bellucci. Ogni istante si crea e si disfa, come una forma che non ha memoria fissa ma solo possibilità. Borriello lavora ancora una volta sulla presenza, sul tempo come sostanza elastica, sull’improvvisazione come apertura percettiva: una danza che non si guarda soltanto, ma si ascolta con tutto il corpo.

Due giorni dopo, venerdì 14, il palcoscenico accoglie Pèlerinage, il ritorno di Borderlinedanza con un omaggio a Micha van Hoecke, riallestito da Miki Matsuse. Qui la danza diventa rito e cammino, pellegrinaggio reale e metaforico sulle tracce di un maestro che ha saputo tenere insieme teatro e danza come demoni gemelli della stessa urgenza poetica. È un viaggio che si muove tra liturgia gregoriana e blues, tra Rachmaninov e Bob Dylan, tra spiritualità medievale e modernità inquieta. Dieci interpreti guidati da Claudio Malangone danno corpo a una comunità in cammino, fragile, luminosa, ferita eppure ostinata nel cercare una direzione. Van Hoecke non narrava la fede: ne esplorava la fame, la mancanza, la necessità. Pèlerinage restituisce proprio questo: non un luogo da raggiungere, ma un ardore da abitare.

Questi due appuntamenti raccontano la natura profonda di RA.I.D Festivals, che da anni abita confini e li attraversa, costruendo ponti tra generazioni, estetiche e geografie. Borriello e van Hoecke – una maestra che reinventa il suono del gesto, un maestro che ha reso la danza un atto spirituale irripetibile – diventano qui due poli magnetici di una stessa esplorazione: che cosa significa oggi danzare? Che cosa significa restare presenti nel corpo, nell’ascolto, nel tempo?

Nel loro dialogo ideale c’è la risposta: la danza come territorio vivo, come archivio, come transito. Come promessa che il movimento non è fuga, ma ritorno. E che attraverso di esso, anche solo per un istante, possiamo ancora imparare a vedere.

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