In occasione della settimana della Giornata Mondiale del Turismo, che si celebra sabato 27 settembre, emergono dati significativi che raccontano un’Italia sempre più desiderosa di viaggiare. Secondo Civitatis, le prenotazioni di attività da parte dei clienti italiani sono aumentate del 50,66% rispetto all’estate 2024. Un risultato che non riguarda solo la quantità di spostamenti, ma riflette soprattutto un mutamento nelle motivazioni, nello stile e nella cultura del viaggio.
L’Italia si conferma la meta più amata, con città come Napoli, Palermo, Firenze, Roma, Catania, Matera, Venezia, Siracusa, Trieste e Torino. Un itinerario che unisce grandi centri d’arte e città di respiro internazionale a destinazioni che custodiscono la forza delle tradizioni locali, del patrimonio architettonico e del gusto. Parallelamente, anche l’estero continua ad attrarre: New York, Parigi, Lisbona, Londra, Barcellona, Madrid, Budapest, Praga, Siviglia e Cracovia sono tra le mete preferite, dimostrando la propensione a coniugare city break e viaggi più lunghi.
Le attività scelte raccontano un turismo diverso da quello di massa, sempre più orientato verso l’esperienziale. Dalle passeggiate nei quartieri storici di Parigi, Lisbona, Siviglia o Praga alle visite nelle profondità di Napoli sotterranea, dalle escursioni nei villaggi intorno ad Amsterdam alle grandi attrazioni come il SUMMIT One Vanderbilt di New York o il tour di Harry Potter ai Warner Bros. Studios di Londra, emerge la voglia di vivere i luoghi attraverso percorsi immersivi, che uniscono cultura, intrattenimento e memoria.
Secondo le ultime rilevazioni del Ministero del Turismo, l’Italia ha accolto nell’estate 2025 circa 17 milioni di arrivi e oltre 59 milioni di presenze, con una permanenza media di 3,5 notti. Confcommercio, in collaborazione con SWG, stima in oltre 35 miliardi di euro la spesa turistica tra giugno e settembre. Il turismo domestico continua a trainare il mercato, con oltre il 90% dei vacanzieri che sceglie mete nazionali, mentre l’arrivo di visitatori internazionali è in costante crescita: più di 250 milioni di pernottamenti stranieri registrati nel 2024, in aumento rispetto all’anno precedente.

Le motivazioni non sono solo economiche. Secondo una chiave antropologica, il viaggio esperienziale ha assunto un valore culturale e trasformativo. Non è più soltanto spostamento, ma occasione di contatto diretto con comunità, territori e tradizioni. Gli studiosi parlano di autenticità e radicamento come nuovi paradigmi: il turista cerca esperienze che lo facciano sentire parte del luogo visitato. L’enogastronomia diventa un canale privilegiato: percorsi del gusto, eventi legati al cibo e all’artigianato locale permettono di vivere l’identità di un territorio, offrendo esperienze multisensoriali che uniscono memoria e presente.
Il viaggio, in questa prospettiva, diventa un rito di passaggio: un momento in cui il viaggiatore si separa dalla quotidianità, attraversa uno spazio di soglia fatto di incontri, prove e scoperte, per poi rientrare con nuove consapevolezze. È ciò che l’antropologo Victor Turner descriveva come esperienza liminale, dove si sospendono i ruoli abituali e si apre uno spazio di trasformazione. In questo senso, ogni free tour, ogni escursione guidata, ogni visita a un luogo iconico è anche un atto simbolico che mette in dialogo il sé con l’altro.
L’attenzione alla sostenibilità sta modificando le scelte: cresce l’interesse per il turismo lento, per i borghi meno noti, per i percorsi che limitano l’impatto ambientale e promuovono un rapporto equilibrato tra visitatori e comunità locali. Progetti come Wonders, che promuovono l’Italia delle meraviglie meno battute, rispondono a questo bisogno di autenticità e rispetto.
Sul piano sociale, il turismo esperienziale riflette nuove forme di socialità. Le coppie restano il gruppo prevalente con il 33,5% delle prenotazioni, seguite da famiglie con figli grandi e piccoli e da gruppi di amici. Ma a colpire è la crescita dei viaggiatori solitari, oggi al 9,3% del totale. Questo fenomeno, sempre più consolidato, indica il bisogno di viaggi personalizzati, costruiti su misura, capaci di rispecchiare desideri e identità individuali.

Un dato curioso riguarda la temporalità delle scelte: il sabato è diventato il giorno in cui gli italiani prenotano di più, sfruttando il tempo libero del fine settimana per organizzare nuove esperienze. Il viaggio si pianifica dunque nei momenti in cui ci si concede di sognare e progettare, per poi viverlo spesso nei giorni centrali della settimana, tra giovedì e domenica.
L’estate 2025 non racconta solo numeri da record, ma anche una metamorfosi culturale. Viaggiare significa costruire memoria collettiva e individuale, significa trasformare il territorio in racconto, significa apprendere nuovi modi di vivere e di abitare il mondo. È un atto sociale e simbolico che intreccia economia, cultura e identità. In occasione della Giornata Mondiale del Turismo, questo dato appare ancora più evidente: il viaggio non è mai stato così vicino al cuore della vita quotidiana degli italiani, che lo vivono come un’esperienza di libertà, di scoperta e di cambiamento.








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