
Le patologie orali colpiscono quasi 3,7 miliardi di persone nel mondo. Caterina Di Marco: “La salute non si aspetta, si costruisce”. Dalla gravidanza alla terza età, il ruolo dei professionisti nell’educazione e nell’accompagnamento alla salute della bocca.
Un sorriso sano si costruisce nel tempo, attraverso la prevenzione, l’informazione e l’accesso alle cure. È il messaggio che la Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali rilancia in occasione della Giornata nazionale dell’Igienista dentale, celebrata il 10 ottobre, richiamando l’attenzione sul rapporto tra salute della bocca, benessere generale e qualità della vita. La dimensione del problema è globale: secondo la scheda dell’Organizzazione mondiale della sanità aggiornata nel marzo 2025, le patologie orali interessano quasi 3,7 miliardi di persone, mentre la carie non trattata dei denti permanenti risulta la condizione di salute più diffusa secondo il Global Burden of Disease 2021. Molte malattie del cavo orale possono tuttavia essere prevenute oppure individuate e trattate nelle fasi iniziali. “Una bocca sana permette di mangiare, parlare, relazionarsi e vivere senza dolore. Per questo l’OMS considera la salute orale parte integrante della salute generale e del benessere della persona”, sottolinea Caterina Di Marco, presidente della Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali. “L’attenzione alla salute orale, la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, l’adozione di corretti stili di vita e l’accesso universale alle cure sono condizioni indispensabili per garantire non soltanto la salute della bocca, ma anche la qualità della vita”.
Il richiamo assume particolare rilievo in una società caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescente presenza di patologie croniche, nella quale mantenere una buona salute orale significa anche preservare funzioni quotidiane e possibilità di relazione. In questo contesto, la Commissione evidenzia il contributo dell’igienista dentale, professionista sanitario con formazione universitaria, nella valutazione dei fattori di rischio, nell’individuazione precoce di eventuali alterazioni e nella definizione di percorsi personalizzati di prevenzione. Un’attività che affianca gli interventi professionali all’educazione sanitaria, aiutando le persone a comprendere il proprio stato di salute e ad adottare abitudini sostenibili nel tempo. L’attenzione comincia già durante la gravidanza, individuata dalla Commissione come un momento importante per promuovere la salute orale della madre e fornire indicazioni utili alla prevenzione nella prima infanzia. Alimentazione, igiene quotidiana e controllo del biofilm batterico, cioè la comunità di microrganismi che si deposita sulle superfici della bocca, diventano così temi di un accompagnamento che precede la comparsa dei primi denti. “Parlare di alimentazione, igiene orale e controllo del biofilm alla donna in gravidanza è già prevenzione, prima ancora che compaia il primo dentino”, spiega Di Marco. “È un percorso che attraversa le generazioni, dalla madre al bambino, dall’adolescente all’adulto, fino alla persona anziana”. La continuità rappresenta il punto centrale del messaggio: esigenze e fattori di rischio cambiano con l’età, e la prevenzione deve adattarsi alle condizioni di ciascuno. Per la Commissione, rendere il cittadino consapevole e partecipe è essenziale per favorire cambiamenti duraturi nei comportamenti quotidiani. “Ogni persona, se opportunamente istruita e guidata, può trovare motivazione e risorse per adottare stili di vita più salutari. Con il supporto di un professionista adeguatamente formato, la prevenzione diventa competenza sanitaria. La salute non si aspetta: si costruisce”, evidenzia la presidente. La ricorrenza del 10 ottobre diventa quindi un’occasione per valorizzare una professione e, insieme, ribadire la necessità di una cultura della prevenzione accessibile lungo tutto l’arco della vita. “Come Commissione di albo nazionale, in questa giornata desideriamo celebrare l’Igienista dentale, il suo ruolo e il suo contributo, ma soprattutto la prevenzione, in tutte le sue sfumature, quale strumento cardine per la salute e il benessere di ciascun individuo, per un futuro libero dalle patologie del cavo orale”, conclude Di Marco.






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