Task force di Polizia, Asia e Servizi Sociali in azione. “Un presidio costante per ridare dignità a un luogo simbolo della città di Napoli”.
È ancora buio quando i primi mezzi di Asia iniziano a disporsi lungo il perimetro delle Torri Aragonesi. L’aria è umida, il selciato brilla sotto la luce gialla dei lampioni e le grandi mura di Porta Capuana – custodi di secoli di storia – assistono silenziose all’arrivo della task force. È l’inizio di un’operazione che, per molti residenti, rappresenta una boccata d’ossigeno dopo mesi di segnalazioni, richieste, appelli caduti nel vuoto. L’intervento, deciso dal sindaco Gaetano Manfredi e coordinato da Ciro Turiello, responsabile della task force per il decoro urbano, ha visto scendere in campo Polizia Locale, Unità Operativa IAES (Investigativa Ambientale ed Emergenze Sociali), l’azienda Asia e l’Unità di strada dei Servizi Sociali. Obiettivo: ripulire e restituire sicurezza a uno dei luoghi più iconici della città, troppo spesso trasformato in un ricettacolo di degrado, illegalità e abbandono. L’Unità IAES, affiancata da agenti della Polizia Locale, ha avviato controlli serrati sin dalle prime ore del mattino. Nel mirino, gruppi di persone che stazionavano stabilmente nella zona, alcuni dei quali risultati irregolari o con precedenti penali. Gli agenti hanno proceduto all’identificazione e al fotosegnalamento, confermando la necessità di mantenere una presenza costante delle forze dell’ordine per prevenire il ritorno di situazioni di pericolo e degrado.
“Porta Capuana – spiegano dalla Municipalità San Lorenzo – non può più essere lasciata in balia di microcriminalità e incuria. È un patrimonio storico e culturale che merita protezione e valorizzazione, non abbandono”. Mentre la Polizia concludeva i controlli, gli operatori di Asia si muovevano tra cumuli di rifiuti ammassati ai piedi delle mura. Vecchie coperte logore, sedie spezzate, mobili in pezzi, abiti usurati, cartoni fradici di pioggia e, nascosti tra gli angoli più bui, siringhe pericolose. Un inventario di degrado che racconta meglio di qualsiasi parola la situazione di emergenza igienico-sanitaria che da tempo preoccupava residenti e commercianti.
Per ore, i camion di Asia hanno caricato materiali ingombranti e sacchi di rifiuti, restituendo visibilità e respiro a un’area che, fino a poche ore prima, sembrava dimenticata. La mobilitazione del weekend non sarà un episodio isolato. Le istituzioni hanno promesso interventi regolari di controllo e pulizia, per garantire che Porta Capuana non ricada nel circolo vizioso di degrado e illegalità. “Non basta pulire una volta – sottolinea Turiello –. Serve un presidio fisso, una presenza costante di chi vigila, perché qui si gioca una partita importante: dimostrare che Napoli sa prendersi cura dei suoi luoghi simbolo e delle persone che li vivono”.
Per molti cittadini, l’operazione ha un significato che va oltre la semplice rimozione di rifiuti o il fotosegnalamento di soggetti pericolosi, rappresenta un messaggio di attenzione, di vicinanza, di volontà concreta di risolvere problemi radicati. Porta Capuana non è solo un monumento, è un crocevia di storie, di commerci, di vita quotidiana. Eppure negli ultimi anni era diventata anche un simbolo di abbandono, teatro di bivacchi e microcriminalità, con un impatto negativo non solo sull’immagine della città ma anche sulla percezione di sicurezza dei residenti.
Il modello messo in campo, che significa collaborazione tra forze dell’ordine, servizi sociali, società partecipate e comunità locale, può diventare un esempio da replicare in altri quartieri. La chiave, dicono gli organizzatori, è la sinergia: “Quando le istituzioni si muovono insieme, i risultati si vedono subito. Ora tocca mantenerli nel tempo”. E così, tra il rumore delle idropulitrici e il via vai degli operatori in divisa, Porta Capuana ritrova, almeno per qualche giorno, la sua bellezza antica. L’obiettivo è che non sia un’eccezione, ma l’inizio di una nuova stagione di decoro e sicurezza per tutta Napoli.






Commenti recenti