Dal 6 al 9 novembre il Consorzio di Tutela sarà alla GourmetArena con due postazioni dedicate a DOC, Riserva e DOCG Dolce Naturale. Nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati NielsenIQ riportati dal Consorzio, la DOC cresce dell’11,4% nei volumi e del 7,5% a valore. La presidente Pastorelli: “L’auspicio è che questa crescita si traduca presto anche in un proporzionale aumento del valore economico del prodotto”.
Trentacinque etichette per raccontare un territorio e le sue diverse espressioni produttive. Il Primitivo di Manduria si presenta al Merano WineFestival 2026 con una selezione che attraversa le tre tipologie tutelate dal Consorzio: Primitivo di Manduria DOC, DOC Riserva e DOCG Dolce Naturale. Dal 6 al 9 novembre, nella GourmetArena, il tavolo 12 ospiterà due postazioni di degustazione, con i sommelier del Consorzio impegnati nella mescita e nel confronto con operatori, stampa specializzata e appassionati. Un’occasione per approfondire le caratteristiche dei vini e le differenti interpretazioni di una tradizione costruita da generazioni di viticoltori.
La partecipazione alla trentacinquesima edizione della manifestazione altoatesina arriva mentre la denominazione registra un andamento positivo sul mercato italiano, in controtendenza rispetto alle difficoltà del comparto. Secondo i dati NielsenIQ richiamati dal Consorzio, nei primi otto mesi del 2026 il Primitivo di Manduria DOC ha segnato un incremento dell’11,4% a volume e del 7,5% a valore. Nello stesso periodo, il settore vinicolo nazionale ha registrato una flessione del 2,8% nei volumi e dell’1,3% a valore.
La distanza tra i due indicatori della denominazione resta però un punto di attenzione: l’espansione delle quantità vendute non è accompagnata da una crescita altrettanto sostenuta del valore delle vendite. “La crescita della nostra denominazione, pur registrando un andamento positivo, non può essere valutata esclusivamente attraverso i numeri”, osserva Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. All’aumento dei volumi, sottolinea, non corrisponde ancora un incremento proporzionale del valore economico del prodotto, in un contesto segnato dalla crisi del mercato vitivinicolo mondiale.
Per Pastorelli, i risultati confermano comunque il contributo delle attività di promozione e valorizzazione alla tenuta della denominazione. Un lavoro che, nella valutazione della presidente, ha sostenuto l’interesse del mercato e rafforzato il posizionamento del Primitivo di Manduria, con ricadute sull’intera filiera. La presenza a Merano si inserisce in questa strategia: affiancare alla riconoscibilità del nome una conoscenza più approfondita dei vini, delle loro caratteristiche e del territorio di origine. Pastorelli guarda con fiducia alle prossime vendemmie e auspica “una crescita anche in termini di valore economico, capace di rispecchiare pienamente la qualità e il prestigio che il Primitivo di Manduria ha già conquistato e che gli vengono riconosciuti a livello internazionale”. La sfida, per il Consorzio, è consolidare l’espansione commerciale e trasformarla in una valorizzazione economica più solida della denominazione.






Commenti recenti